Sovrano Ordine di Malta

Sovrano Ordine di Malta

Il Sovrano militare ordine ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme detto di Rodi, detto di Malta, comunemente abbreviato in Sovrano militare Ordine di Malta (in sigla SMOM), o anche semplicemente in Ordine di Malta, è un ordine religioso cavalleresco canonicamente dipendente dalla Santa Sede, con finalità assistenziali.

È riconosciuto da una parte della dottrina, seguita dalla giurisprudenza italiana[6] e da gran parte della comunità internazionale come soggetto di diritto internazionale, pur essendo ormai privo del requisito della territorialità. In effetti l'Ordine ha come suo unico collegamento con la comunità internazionale il fatto di aver governato un tempo Rodi e poi, fino alla fine del Settecento,Malta.

 

Membri

L'Ordine di Malta, pur non esercitando sovranità territoriale, ha tuttavia una propria "popolazione" di circa 13.000 tra cavalieri e dame, cioè persone dedite a curare i poveri e a testimoniare la fede cristiana in stretta collaborazione con la Chiesa cattolica.. L'Ordine svolge oggi la propria azione umanitaria in 120 paesi attraverso l'opera dei suoi membri, di 80.000 esperti volontari e di 20.000 dipendenti, molti dei quali medici o paramedici.

Un Cavaliere di grazia e devozione in abito da chiesa. I membri dell'Ordine si dividono in tre "ceti"; tutti devono conformarsi agli insegnamenti dettati dalla Chiesa e partecipare alle attività assistenziali dell'Ordine.

  • Al "primo ceto" appartengono i cavalieri di giustizia, detti anche "professi", e i cappellani conventuali professi che devono emettere la professione dei voti di povertà, di castità e d'obbedienza. Ognuno di essi è quindi un religioso a pieno titolo, anche se non sono obbligati a fare vita comune.
  • I membri appartenenti al "secondo ceto" si obbligano, con una speciale promessa ("di obbedienza"), vincolante in coscienza, ad una vita tendente alla perfezione cristiana, secondo il proprio stato, nello spirito dell'Ordine e nell'ambito delle sue opere, in conformità della propria vocazione e delle direttive dei legittimi superiori. Sono suddivisi in tre categorie:
    • cavalieri e dame di onore e devozione in obbedienza;
    • cavalieri e dame di grazia e devozione in obbedienza;
    • cavalieri e dame di grazia magistrale in obbedienza.
  • Il "terzo ceto" è costituito dai membri laici che non emettono voti religiosi, né promessa, ma vivono secondo i princìpi della Chiesa e dell'Ordine. Sono suddivisi in sei categorie:
    • cavalieri e dame di onore e devozione
    • cappellani conventuali ad honorem
    • cavalieri e dame di grazia e devozione
    • cappellani magistrali
    • cavalieri e dame di grazia magistrale
    • donati e donate di devozione

Le due categorie che esigono ancora la presentazione delle prove nobiliari sono quelle "di onore e devozione" e di "grazia e devozione". Per essere ammessi tra i cavalieri di onore e devozione, occorrono infatti:

  • 4/4 di nobiltà per 200 anni, oppure
  • 250 anni di nobiltà per la linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per 1 ava, oppure
  • 300 anni linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per un'ava, oppure
  • 350 anni, linea paterna oltre a 200 anni di un altro quarto, oppure
  • 450 anni linea paterna

Per essere ammessi tra i cavalieri di grazia e devozione occorrono:

  • 200 anni della linea paterna oltre ad avere madre nobile o di dignitosa posizione sociale da almeno 3 generazioni, oppure
  • più di 100 anni della linea paterna oltre a 100 anni del quarto materno

In base alla carta costituzionale promulgata il 27 giugno 1961, nel testo precedente alla riforma del 28-30 aprile 1997, la suddivisione delle classi dell'Ordine era differente. I membri erano infatti suddivisi in due classi: gli ammessi mediante presentazione di prove nobiliari, e gli ammessi con prove nobiliari ridotte o senza prove per benemerenze speciali. La prima classe era a sua volta suddivisa in due categorie:

  • cavalieri di giustizia: dovevano essere celibi e pronunciare per un decennio annualmente i voti semplici di castità, povertà e obbedienza al gran maestro. Trascorso il decennio, in caso di pronuncia dei voti perpetui, diventavano cavalieri professi.
  • cavalieri di onore e devozione: rientravano nella categoria sia i cavalieri di giustizia che non avevano prestato i voti perpetui, sia coloro che non avevano pronunciato i voti semplici.

Gli ammessi con prove nobiliari ridotte o senza prove nobiliari, ma per speciali benemerenze, erano distribuiti in tre categorie:

  • cavalieri di grazia e devozione: dovevano possedere almeno 200 anni di nobiltà nel ramo paterno
  • cavalieri di grazia magistrale: avevano una nobiltà più recente rispetto ai precedenti, oppure non erano nobili
  • cavalieri donati di I, II, III classe: non nobili, ma con benemerenze verso l'Ordine

La nuova carta costituzionale dell'Ordine, promulgata nel 1997, prevede che tutte le alte cariche dell'Ordine (il suo "governo", sia centrale che periferico) sono "preferibilmente" occupate da cavalieri professi (per i quali non è più richiesta necessariamente la presentazione delle prove nobiliari), tuttavia le cariche principali e la maggioranza delle cariche di governo a livello centrale continuano ad essere riservate ai membri del primo ceto in possesso delle prerogative per l'ingresso nella categoria di onore e devozione o di grazia e devozione. Oggi la maggioranza dei cavalieri e delle dame dell'Ordine appartiene comunque a ceti non nobili.

 

Fonte: Wikipedia

 

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